"La bicicletta" di Cesare Angelini

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l’esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento.
Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra.
Vola, cioè ascende.
Ha la gentilezza ardita di volersi appoggiare ai cuscini dell'aria, morbidi, soffici, diffidando del terreno. Nuda come un ponte, rigida come un cerchio, tuttavia curva, si piega, ripete la linea dei levriere, elegantissima. Ha la bellezza delle formule elementari, naturali e insieme geometriche.
Si smaterializza, si scorpora, nasconde se stessa nella trasparenza della velocità e dello slancio. Si può dire di lei quel che si dice del violino; ha raggiunto la sua perfezione per sempre; ha toccato il limite della semplicità.

mercoledì 8 febbraio 2012

Ciclismo: Il consumo calorico


Ciclismo: Il consumo calorico


La potenza sviluppata da un atleta su una bicicletta è paragonabile, se non superiore, a quella sviluppata nella corsa. Dunque, il consumo massimo orario è paragonabile a quello della corsa, e può raggiungere le 1000 kcal. La grande differenza riguarda lavariazione del consumo calorico con la velocità, pressoché lineare nella corsa e decisamente non lineare nel ciclismo. Questo significa che se un runner di 70 kg percorre 10 km consuma circa 700 kcal a prescindere dalla velocità; un ciclista che percorre 30 km può consumare fino alla metà delle calorie a seconda che li percorra a 30 km/h piuttosto che a 15 km/h. 
Questo accade perché la maggiore resistenza che il ciclista deve vincere è quella dell'aria, che varia con il quadrato della velocità, mentre per il runner tale resistenza è trascurabile, poiché lo sforzo maggiore viene speso per sostenere il peso dell'atleta. Nella bicicletta il peso dell'atleta è sostenuto dal mezzo meccanico.
Questo significa che in bici se a 30 km/h per avanzare consumo 700 kcal/h, a 15 km all'ora non ne consumo 350, ma meno di 200!
Quindi, affinché in bicicletta il consumo calorico orario sia paragonabile a quello della corsa, il ciclista deve pedalare a una intensità vicina a quella massima che può esprimere nel tempo a disposizione: questa performance è psicologicamente molto difficile da mantenere e solo gli atleti molto motivati possono pensare di farcela. Infatti a velocità elevate basta "mollare un poco", diminuendo la velocità di 2-3 km/h e la potenza espressa diminuisce sensibilmente. 
I ciclisti medi, in pianura, sviluppano potenze abbastanza inferiori a quelle di un runner, attestandosi su consumi calorici che vanno da 300 a 500 kcal/h, a seconda dell'impegno.
In salita, invece, le cose cambiano: la potenza maggiore in questo caso è impiegata per vincere il dislivello e non più per contrastare le resistenza dell'aria. Il dislivello non dipende dalla velocità, ma solo dai km percorsi e dalla pendenza della salita, dunque in salita le calorie spese ritornano a variare in modo lineare con la velocità. Inoltre, in salita l'atleta è costretto ad uno sforzo minimo molto più intenso (se non vuole salire a passo d'uomo...) e quindi la potenza impiegata è paragonabile a quella della corsa, dunque anche il consumo calorico sale oltre le 600 kcal/h, fino a 1000 per le salite più dure affrontate al massimo della velocità da atleti allenati.
In linea di massima, possiamo affermare che:
un'ora di corsa equivale a 2,5 ore di ciclismo in piano e a 1,5 ore di ciclismo con 30 minuti (1/3 del percorso, in termini di tempo) di salita.


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