"La bicicletta" di Cesare Angelini

La bicicletta è la trascrizione della energia in equilibrio, l’esaltazione dello slancio, l'immagine visibile del vento.
Tendenzialmente vola; rade ma non tocca la terra.
Vola, cioè ascende.
Ha la gentilezza ardita di volersi appoggiare ai cuscini dell'aria, morbidi, soffici, diffidando del terreno. Nuda come un ponte, rigida come un cerchio, tuttavia curva, si piega, ripete la linea dei levriere, elegantissima. Ha la bellezza delle formule elementari, naturali e insieme geometriche.
Si smaterializza, si scorpora, nasconde se stessa nella trasparenza della velocità e dello slancio. Si può dire di lei quel che si dice del violino; ha raggiunto la sua perfezione per sempre; ha toccato il limite della semplicità.

domenica 12 settembre 2010

La gita nelle Langhe
 Oggi, come programmato, vogliamo bearci di questa bella giornata di sole settembrino andando in bicicletta nella meravigliosa Langa.

Biciclette sulla macchina quindi e destinazione Cherasco.
Cherasco,   un comune di 8.287 abitanti, nasce nel 1243, per volontà di Manfredi Lancia, vicario imperiale, appartenente ad un ramo cadetto della dinastia degli Aleramici e Sarlo di Drua, podestà di Alba.
Ricca di storia, e di splendidi palazzi, la cittadina ci accoglie ancora sonnecchiante…
 Messe a terre le bici, ultimati i preparativi, si parte.
 Il giro l’abbiamo già abbozzato sulla carta, seguiremo un percorso ad anello, di circa 70 Km.

Il  primo paese che incontriamo è Narzole  (Narsòle in piemontese) è un comune di 3.438 abitanti. Situato al limite di un vasto altopiano, al confine con le Langhe.
All’uscita del paese, come per incanto, la Langa ci appare in un’ infinità di colline, affossate in una depressione pittoresca di splendidi vigneti e di arroccati borghi.
Il sole che adesso illumina in pieno il paesaggio è aiutato da un cielo terso che lascia penetrare ovunque la luce.

Dogliani, la nostra prossima meta (Dojan in piemontese) è un comune di 4.796 abitanti.
 Ecco però un problema, Enzo ha difficoltà con il cambio, e ci fermiamo per un controllo. Dopo alcune prove ci accorgiamo che purtroppo la catena si sta rompendo…
Questa non ci voleva… ma non ci disperiamo… abbiamo l’occorrente per far fronte alle emergenze, e rimettiamo in sesto il mezzo con tempismo da “formula uno”.
Puntiamo Dogliani con solerzia perché lì ci hanno informati troveremo un negozio di vendita e riparazione di biciclette, e la catena Enzo la deve per forza cambiare…
Percorriamo strade strette che ci lasciano ammirare stupendi cascinali ristrutturati e curatissimi.
Giunti a Dogliani cerchiamo il nostro meccanico ciclista… Ecco il negozio, siamo salvi…
Idea Bici Dogliani Di D'Ambrosio Giancarlo.
 Ragazzo simpatico, meccanico competente, al nostro turno ci sistema in un attimo, cambio catena e regolazioni di base; possiamo ripartire sorridenti.
Il nostro viaggio ora ci porta a Monforte d’Alba (Monfòrt in piemontese)  comune di 2.047 abitanti; parte degli 11 comuni di produzione del Barolo.
Qui Franca ci propone la cucina del ristorante “Terra Luna”
che lei ha già avuto modo di apprezzare, tutti d’accordo si mangia …  e che posticino!!!  Tutto buono il cibo, che qui nella langa è un culto, ottimo il vino della casa,(guai se non lo fosse) speciale l’accoglienza.
Partire ora è un po’ più complicato ma … ci tocca.
Salita fin sul pendio più alto, in mezzo ad un “paradiso” di vigne e di colori, geometrie meravigliose, su dolci colline arrotondate.
Là sotto la nostra prossima meta: Serralunga d’Alba.
Serralunga d'Alba (Seralonga d'Alba in piemontese) è un comune di 509 abitanti dominato da un castello bellissimo, venne edificato tra il 1340 ed il 1357 per volere della famiglia dei Falletti. Affascina per la sua verticalità punteggiata di bifore, merli ghibellini e fasce di archetti pensili. Eretto come fortezza militare in esso non sono infatti presenti arredi dal momento che non è mai stato abitato dalla famiglia Falletti ma era dimora dei soli soldati che da questo maniero respingevano gli attacchi degli invasori.
Di particolare interesse gli affreschi del XV secolo presenti nel Salone dei Valvassori, rappresentanti il martirio di Caterina d'Alessandria, unici peraltro all'interno di tutto il castello che ha subito nel corso dei secoli piccoli ritocchi ma che presenta praticamente intatta l'antica struttura.
 Il Castello è un "Donjon"(dal francese Dongione), infatti questa caratteristica lo rende unico sul panorama nazionale insieme alla torre circolare che per quell'epoca era una costruzione decisamente all'avanguardia.
Salita e visita fin lassù é d’obbligo, percorrendo la strada a spirale del borgo.
Ora via verso Grinzane e quindi Pollenzo, prossima tappa programmata.
Pollenzo (Polens in piemontese) quanta storia…
L'antica Pollenzo, la città romana di Pollentia, già citata da Plinio, venne fondata nel II secolo a.C.
Il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia promosse una grande trasformazione del borgo di Pollenzo e del castello omonimo tra il 1832 ed il 1848
Nel 1946 il re Vittorio Emanuele III abdicò il 9 di maggio e assunse il titolo di Conte di Pollenzo.
Oggi questo straordinario contesto ospita la prestigiosa “Università  degli studi di scienze gastronomiche”.
Visitato ed ammirato questo bellissimo luogo ripartiamo per  Cherasco, che ormai é vicina.
Ultima salita, ultimi colpi di pedale in compagnia…
Anche questa “Gita” è stata un successo.


P.s. Grazie a Wikipedia per le informazioni.

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Grazie da "C.C.C.P."