Una “gita” sulle colline del “Giuanin”
Il tempo continua nei suoi capricci ostinati a nascondere,
l’estate imminente,nel cielo le nuvole scure, cariche
di gelida acqua, anneriscono i monti, che nella
l’estate imminente,nel cielo le nuvole scure, cariche
di gelida acqua, anneriscono i monti, che nella
curva all’orizzonte sembrano trattenere quel torrente
impetuoso, come una diga “titanica”.
impetuoso, come una diga “titanica”.
Noi, un po’ perplessi, comunque “partiamo”.
Siamo orfani di Mauri; l’ottimismo ci fa difetto.
Siamo orfani di Mauri; l’ottimismo ci fa difetto.
Il viaggio oggi in programma ci vorrebbe a
Pra Martino, sul colle che separa là in alto
Villar Perosa, la cittadina dei signori dell’auto,
Pra Martino, sul colle che separa là in alto
Villar Perosa, la cittadina dei signori dell’auto,
da San Pietro Val Lemina, il paese dei benestanti
pinerolesi.
pinerolesi.
Vigone, Macello, Baudenasca, eccoci a Pinerolo.
Ora si percorre “l’inverso”, con il torrente Chisone
che ribolle impetuoso, carico di schiuma.Ecco le prime
salite con le colline che ci osservano, come a proteggerci.
Ora si percorre “l’inverso”, con il torrente Chisone
che ribolle impetuoso, carico di schiuma.Ecco le prime
salite con le colline che ci osservano, come a proteggerci.
La ciclabile è bellissima, in un attimo si giunge a Villar.
Attraversato il centro abitato, si svolta verso la grande
chiesa che, come ebbe a Dire il DeAmicis " Villar Perosa,
ospite di Re, che mostra in mezzo al verde la sua piccola
copia candida Della basilica di superga”.
chiesa che, come ebbe a Dire il DeAmicis " Villar Perosa,
ospite di Re, che mostra in mezzo al verde la sua piccola
copia candida Della basilica di superga”.
Ora la salita ci inchioda ai pedali, i verdi ed ondulati
pendii sono brulicanti di nuove abitazioni, dall’aspetto curato.
pendii sono brulicanti di nuove abitazioni, dall’aspetto curato.
Più su umida aria avvolge il bosco, dove la strada si perde.
Noi là in mezzo siamo in silenzio, i pensieri ci abbracciano,
mentre le gambe continuano a mulinare con indifferente
ardore.
ardore.
Castagni secolari, larici slanciati, varietà ignote di arbusti,
la strada scompare in quella verde galleria intervallata
qua e là da grappoli gialli della velenosa specie del
maggio ciondolo.
qua e là da grappoli gialli della velenosa specie del
maggio ciondolo.
La vetta è raggiunta, dispiace solo che ad accoglierci
ci sia uno spetrale albergo abbandonato da sempre.
ci sia uno spetrale albergo abbandonato da sempre.
Ecco la discesa, affrontata con attenzione, protetti
dalle giacchette anti vento. Magnifico Il susseguirsi
dei ripidi tornanti, ora intravediamo la grande pianura,
e là in mezzo la sagoma nota della rocca di Cavour.
dalle giacchette anti vento. Magnifico Il susseguirsi
dei ripidi tornanti, ora intravediamo la grande pianura,
e là in mezzo la sagoma nota della rocca di Cavour.
Prime case curve strettissime e in un attimo siamo in
paese. San Pietro, Pinerolo, una lunga ciclabile senza
un colpo di pedale.
paese. San Pietro, Pinerolo, una lunga ciclabile senza
un colpo di pedale.
Ora Panini, a riempire brontolanti appetiti più che
giustificati, caffè e programma di ritorno, Mauri ed Enzo
ci vengono incontro anche loro hanno voglia di “pedale”
dopo i giorni di riposo passati al mare.
Un appuntamento un po’ travagliato,
giustificati, caffè e programma di ritorno, Mauri ed Enzo
ci vengono incontro anche loro hanno voglia di “pedale”
dopo i giorni di riposo passati al mare.
Un appuntamento un po’ travagliato,
ma a Macello eccoci insieme a percorrere gli
ultimi chilometri con la pioggia che ormai è imminente.
ultimi chilometri con la pioggia che ormai è imminente.
L’abbiamo scampata, proprio per un pelo,
il “diluvio” ci trova a gustare dolcetti sardi, e caldi caffè
a casa di Mauri ed Enzo.
il “diluvio” ci trova a gustare dolcetti sardi, e caldi caffè
a casa di Mauri ed Enzo.
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Grazie da "C.C.C.P."